Summary

Coliti parassiti, molto ampiamente dominati da amebiasi, bilharziosi e tricocefalosi, determinano le entità con più sfaccettature, espressione acuta o cronica o spesso asintomatica. Il colon può quindi essere preoccupato per parassiti cosmopolita o esotici, incidenti e prevalenti eminentemente variabili, in un singolo transito, ospiti usuali o intrappolati nel muro della colica. Le conseguenze vanno dall’epifenomeno a manifestazioni anatomocliniche potenzialmente gravi che coinvolgono la prognosi vitale. La fisiopatologia risulta dalle interazioni con l’host, l’ambiente esterno e il parassita la cui aggressione comporta tensioni meccaniche parietali e fenomeni infiammatori immunimeri o associati ad enzimi parassiti. Tre gruppi circosclusili individuano le colite parassitarie tropicali comuni, la colite parassita ha favorito dall’immunodepression e dal caso particolare di impastri parassiti con il tropismo colonico. L’approccio diagnostico, centrato sull’anamnesi, cerca di ottenere l’identificazione del parassita in questione con il suo rilevamento negli sgabelli quando è possibile, e mediante endoscopia rettante che supporta la diagnosi anatomocinica. Il trattamento utilizza tre classi storiche di farmaci per il controllo dei parassiti (5-nitroimidazolo, benzimidazolo, praziquante) e molecole più recenti o riscoperti (Ivermectina, nitazoxanide), più raramente a chirurgia in forme complicate o diagnosi incerta.

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Parole chiave: colon, parassiti, colite

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