Summary

La gravità dell’infarto miocardico risiede nel verificarsi delle sue complicazioni. Possono essere molto presto, emodinamici, rappresentati dall’insufficienza ventricolare sinistra e talvolta giusta, essere accompagnati da uno stato di shock più o meno gravi dal semplice shock vagale allo shock cardioponico gravissime. Complicazioni meccaniche acute, sotto il supporto chirurgico, hanno visto la loro frequenza diminuita e rappresentata dalla Break Break GRATUITA, dalle carenze mitrali, dalle comunicazioni interventriculari. Le complicazioni ritmiche, precoci o tardive sono presenti ai tre piani. Queste sono le tachicardie e le fibrillazioni ventricolari che rendono tutta la gravità, all’origine delle morti improvvise pregiabili o successive. È può verificarsi altre diverse complicazioni, come la trombosi intraventricolare sinistra, l’embolia polmonare, l’effusione pericardica, l’ischemia residua e l’estensione secondaria dell’infarto. Le complicazioni tardive, infine, sono rappresentate da rimodellamento ventricolare sinistro, aneurisma ventricolare, insufficienza mitrale ischemica cronica e sindrome da dressler. L’evoluzione e la prognosi dipendono da più fattori relativi all’età, al sesso, ai fattori di rischio associati e con uno sfondo. La laminazione del rischio è possibile grazie ad alcuni punteggi calcolabili da semplici dati per un adattamento ottimale di possibilità terapeutiche attualmente numerose ed efficaci.

Il testo completo di questo articolo è disponibile in PDF.

Parole infarto miocardico, insufficienza ventricolare , Disturbi, Disturbi di conduzione, Comunicazione interventricular, Morte improvvisa, Shock cardiogenico

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