Riepilogo

Le categorie “intuitive” del tempo e dello spazio definito da Kant sono ovviamente in modo indelebile Progetti umani, in particolare in opere d’arte e altre rappresentazioni oggettive della vita collettiva. In considerazione degli studi letterari, ispirati a Einstein e scienze fisiche, Mikhail Bakhtin denominata “Chonotopo” questa configurazione spatio-temporale. Questo studio si concentra su “immagini della città” nella poesia contemporanea Quebec, e più in particolare per i loro orientamenti cronotopici. La prima parte propone una discussione dei mutevoli disegni di tempo e dello spazio nella cultura occidentale, nonché uno studio del design bakhhtiniano del cronotopio. Nella seconda parte, l’autore conduce un’analisi dettagliata della poesia urbana di Clément Marchand e Claude Beausoleil, con un focus sulla dimensione cronotopica delle loro opere, con loro legati alla singola esistenza urbana e collettiva.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *